Limoni

600,00

Originale su tela  e ceramica

60 x 60 cm

2025

Un paradosso aspro: un duello silenzioso tra pigmento e scultura.

Lo sguardo è travolto da un limone monumentale, eseguito con una tecnica impeccabile: la rugosità vibrante della buccia e la trasparenza succosa della fetta recisa si spingono, con una vitalità cromatica acida e luminosa, ai limiti del fotorealismo.

Nel cuore di questa perfezione bidimensionale, l’occhio inciampa in una rottura audace: un varco quadrato nel dipinto.

In questo vuoto sospeso emerge un secondo limone. Una presenza tridimensionale, piccola e assoluta, completa di foglie fresche, che si offre come la proiezione materiale dell’essenza stessa del quadro.

Qui si genera il “vortice dei sensi”:

Mentre la Terza Dimensione rivendica la sua gravità e il suo volume, sfidando la tela a farsi spazio reale e abitabile, la Seconda Dimensione seduce la vista, dimostrando che la brillantezza del giallo può trasmettere l’asprezza del frutto più della materia stessa.

Gli occhi e la mente restano intrappolati in un rimbalzo infinito tra ciò che è steso col pennello e ciò che appare pronto per essere colto. Il limone tridimensionale rimanda a quello dipinto, e viceversa, in un ciclo che disorienta lo sguardo e sfida la percezione, facendo vacillare la certezza di ciò che definiamo “reale”.

 

 

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